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Dante 01
view post Posted on 2/2/2009, 15:22Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 19:59


Nella prigione spaziale Dante 01, in orbita nell'atmosfera, sono rinchiusi sei pericolosi criminali che hanno scongiurato la pena capitale, sottoponendosi a sperimentali esperimenti genetici. Monitorati costantemente da scienziati e secondini, i detenuti provano a resistere ai soprusi e alle disumane condizioni di detenzione. Istigati da Cesare, il loro leader aggressivo e paranoico, organizzano in gran segreto un piano per evadere. L'arrivo di San Giorgio, un prigioniero illuminato dotato di poteri straordinari e capace di "rimettere" debiti e peccati, sconvolgerà però la routine del penitenziario, determinando il destino di oppressi e oppressori.
Dopo il condominio grottesco di Delicatessen e il porto fiabesco della Città dei bambini perduti, Marc Caro torna dietro alla macchina da presa e crea questa volta un universo fantascientifico, abitato da criminali condannati alla solitudine, all'angoscia e agli inganni della memoria.
Se Danny Boyle in Sunshine spediva nello spazio un manipolo di scienziati per riattivare il sole, Caro spara nell'atmosfera una stazione spaziale col suo carico di prigionieri, riproponendo la fuga e il dramma di un tradizionale prison-movie e scatenando un'indagine filosofica-religiosa. Snobbando la fantascienza ludica e spettacolare di Guerre stellari e aspirando allo spazio "intelligente" in cui viaggia l'Odissea di Kubrick e in cui orbita il Solaris di Tarkovskij, il regista francese avvia una ricerca spirituale senza riuscire a darne conto.
In Dante 01 non c'è un passato, non ci sono legami o relazioni con l'esterno, non ci sono indugi psicologici e in fondo non c'è nemmeno un futuro, perché del destino degli evasi non sappiamo nulla e l'unico dato certo è un presente assoluto che corre verso la fine e verso l'impatto con l'infernale pianeta Dante. Ci sono invece azioni e gesti, oggetti e volti, silenti ed efficaci come quello di Lambert Wilson. Ci sono gli spazi (nello spazio) e le luci. Ci sono i personaggi e i luoghi comuni che caratterizzano il genere (carcerario): il "direttore" sadico (Elisa), il carcerato brutale (Cesare), quello che cerca scampo nella fede (Buddha), la minaccia della violenza, la cella di isolamento. Esemplare del genere, declinato dentro il fantastico, è la sequenza iniziale, in cui il San Giorgio di Wilson, come Eastwood in Fuga da Alcatraz, viene condotto nel penitenziario di massima sicurezza ammanettato, denudato, “scongelato”, scrutato e gettato in una cella.
Wilson è un corpo passivo e silenzioso che non pronuncia una sola parola né esplode mai in un gesto di ribellione. È l'incarnazione dell'importanza del perdono, della riappropriazione delle relazioni umane e dell'amore per il prossimo dentro uno spazio alieno, un luogo d'esilio orbitante. Contro i vortici magmatici del pianeta Dante, San Giorgio rivela la verità lanciato verso l'ignoto accecante e la noia cosmica.
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La finzione è la verità dentro la bugia.Stephen King


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La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva. Nel ricordo che ho del nostro primo incontro io sono in piedi dall'altra parte della strada, a guardare il brulichio dei ragazzi e ragazze che sciamano fuori da un vecchio edificio grigio, appena arginati da una transenna di metallo che corre per una decina di metri per il marciapiede.Ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato, e cerco disperatamente di assumere un atteggiamento di non appartenenza alla scena, anche se sono uscito dallo stesso portone e ho fatto lo stesso percorso faticoso solo un quarto d’ora prima. Ma ho quattordici anni e odio i vestiti che ho addosso, odio il mio aspetto in generale, e l’idea di essere qui in questo momento.
 
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